Risonatori phi-ton

Published on ottobre th, 2016

Un incontro molto interessante che ho fatto a Praga è stato quello con Corrado Faccioni. L’ingegnere Faccioni è produttore di una serie di dispositivi da applicare al contrabbasso, ma anche a qualsiasi altro strumento, allo scopo di migliorare la proiezione del suono. Questo si ottiene liberandolo dagli armonici dissonanti e producendo un suono più concentrato, più a fuoco, usando un linguaggio improprio (come sempre, quando si deve descrivere un suono). I dispositivi applicabili al contrabbasso sono un puntale, un cordino per la cordiera, una clip da applicare alla scatola dei piroli, e una tavoletta su cui appoggiare il puntale.

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Qui potete trovare la spiegazione matematica che viene fornita sul suo sito internet.

Fin qui la teoria. Ora, cercare un suono che arriva meglio all’ascoltatore è di estremo interesse, sia per quei pochi che fanno concerti col pianoforte o l’orchestra, sia per chi deve partecipare a una audizione da cui può cambiare una vita intera. Bisogna vedere se funziona e se acquistare i dispositivi dà un risultato apprezzabile.

La mia curiosità mi ha portato a volerli provare sul mio strumento, in un momento di silenzio, e poi a fare dei test alla cieca con un collega.

Le sensazioni sono esattamente quelle auspicate dal produttore, con in più un aumento della facilità di emissione nelle corde basse e soprattutto intorno alla quarta posizione, che dà sempre problemi. Io ho provato la clip, la tavoletta e il puntale con blocco in legno.

La sensazione quando ho tolto tutto è stata di avere uno strumento vuoto, a scatoletta. E chi lo conosce sa che ho la fortuna di avere uno strumento dall’ottimo suono..

Il test alla cieca non è stato nelle migliori condizioni perché nel frattempo nella stanza accanto erano arrivate persone che stavano provando gli strumenti dei fratelli Pöllmann. I risultati sono stati univoci nella differenza in meglio per la tavoletta, controversi per la clip.

Queste le impressioni nei giorni di congresso. Spero di avere ulteriori riscontri positivi e di organizzare, magari a Catania, una dimostrazione fatta bene. Intanto ringrazio l’ingegner Faccioni che contribuisce a rendere la musica un campo da esplorare ancora, in cui la tecnologia si può integrare alla sapienza antica che ci è stata tramandata, per migliorare la resa e quindi l’effetto sul pubblico dei nostri strumenti.

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