Fantasia sulla sonnambula

Published on ottobre th, 2012

Con questo articolo inizio ad offrire un lavoro di approfondimento sulle fantasie per contrabbasso di G. Bottesini sui temi di opere belliniane. E’ una condivisione del lavoro preparatorio che ho svolto per il mio studio di queste fantasie, ricercando i testi delle melodie che Bottesini sceglie per variarle, cercando di scoprire la poetica belliniana a partire dal suo epistolario e quindi è anche un omaggio al compositore che ha dato onore alla città in cui vivo: Catania.

Conoscere i testi delle melodie e il contesto in cui sono calate è importante al fine di dare il giusto carattere alla melodia stessa, facilita l’interpretazione di punti e di arcate, consente di ritrovare, anche grazie a youtube, modelli di grande levatura artistica nelle interpretazioni dei più celebrati cantanti, di risalire, insomma, alle fonti, per dare oggettività allo studio e rinnovata linfa di espressività a queste fantasie che sono parte fondamentale del nostro repertorio di contrabbassisti.

Questo è tanto più vero per un Autore come Bellini che dava grande importanza al testo poetico, e che richiedeva grossi sforzi ai librettisti per dargli parole “piene di anima” e che dipingessero le passioni “al più vivo”. Attingerò abbondantemente per questi approfondimenti all’ottimo epistolario belliniano compilato dal professor Carmelo Neri, editore Agorà, 2005. Ecco, a testimonianza di quanto scritto,  la lettera 197 ad Agostino Gallo in cui scrive: “Chiuso quindi nella mia stanza, comincio a declamare la parte del personaggio del dramma con tutto il calore della passione, e osservo intanto le inflessioni della mia voce, l’affrettamento e il languore della pronunzia in cuesta circostanza, l’accento insomma ed il tuono dell’espressione, che dà la natura all’uomo in balìa delle passioni, e vi trovo i motivi ed itempi musicale adatti a dimostrarle e trasfonderle in altrui per mezzo dell’armonia.”

Separare musica e testo poetico è insomma già una violenza alle opere di Bellini. Almeno bisogna conoscere le parole da cui è sgorgata questa musica che il nostro Bottesini ha poi ripreso.

 

Inizio dunque con i testi della fantasia sulla Sonnambula.

Dopo l’introduzione cadenzata il primo tema belliniana che incontriamo è al 12/8 di battuta 27. E’ la dichiarazione di innocenza della protagonista, Amina, fatta dall’alto del mulino, dove compare, in stato di sonnambulismo a Elvino, promesso sposo. Lui capisce che ha sbagliato a credere che Amina fosse stata con il conte Rodolfo, e che quando era stata trovata nella di lui camera era perché era anche quella volta sonnambula. Tutto è finalmente risolto e il matrimonio si potrà finalmente celebrare. Questo il testo:

Amina

D’un pensiero e d’un accento/ Rea non son né il fui giammai

Ah se fede in me non hai/ Mai rispondi a tanto amor

Elvino risponde sulla stessa melodia:

Voglia il cielo che il duol ch’io sento/ Tu provar non debba mai

Ah tel  mostri s’io t’amai/ Questo pianto del mio cuor

 

L’esplosione di gioia al termine dell’opera da parte della protagonista è il tema successivo, esposto dal contrabbasso alla battuta 67.

 

AMINA

Ah non giunge uman pensiero/ Al contento ch’io son piena

A’ miei sensi io credo appena/ Tu mi affida o mio tesor

Ah mi abbraccia e sempre insieme/ Sempre uniti in una speme

Della terra in cui viviamo/ Ci formiamo un ciel d’amore

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